"pentimento"
e, quando sarò di la, lontano lontanissimo
ritornato che sarò pulviscolo di fango essiccato
forse finalmente saprò comprendere i tanti perché
del mio venire in questo infinito creato in quel momento,
in quel preciso istante, da quella donna, in questa città, e
tutto sarà più chiaro comprensibile, scevro da infingimenti;
la mia missione era vivere la vita che mia era stata disegnata addosso
per far si che altri potessero poi nascere, vivere, morire per compiere
l'eterno ciclo della storia iniziata forse per gioco e continuata per necessità, e
sicuramente l'eterno sarà clemente con chi per svariati anni lo ha abiurato,
vilipeso, bestemmiato sino all'incredibile, financo sconosciuto dal proprio cuore,
ma poi per un caso fortuito dell'esistenza umana, l'ingresso in una chiesa,
un organo che suonava, un prete che parlava, ed un bimbo che si battezzava,
hanno fatto comprendere che il tutto avuto a grandi mani era nulla al confronto
di una genuflessione sincera, di un contrito pentimento, di un ritornar bambino, e
guarderò dentro di me per cercare se vi potrà rinascere un fiore,
quello della speranza fuori dal dolore e dalla disperazione eterna,
visto che avrò tutto un tempo indefinito che mi servirà per lavare l'anima
e renderla come quella che da fanciullo serviva messa con gran fervore
e voleva donarla per sempre, semplicemente, integralmente tutta:
al suo signore
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Commenti (2)
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Francesco Rossi12 aprile 2014
Tema centrale di una grande potenza, la comprensione. quasi un testamento in versi quello che il lettore può leggere con rinnovata sensibilità trovata nei versi della composizione poetica.
C
Claudio Toccafondi13 aprile 2014
Bei versi scorrevpoli per una lirica di introspezione profondissima e condivisibile, che induce ad esami severi di se stessi e dell'esistenza vissuta. Davvero molto bella, ed è dire poco.
