Limbo - LE FATE DELLA MAGREZZA
Nella loro ossessione
mi fanno sudare nicotina da ogni poro.
Mentre la mia mente si spreme
facendo colare follia
dagli occhi e dalla matita. La grafite
si dissolve, friabile
aumenta il mio bisogno d’aria. Aria.
Le finestre blindate
nelle quali si specchiano le fate
della magrezza.
La follia nelle cinghie, i letti mobili
e i polsi feriti, compressi nella morsa
di ogni grido
che si disperde in quest’aria sporca di cibo.
Si respira dai tubi, qui dentro, il cibo,
tubi ripieni di cibo. Cibo da respirare.
Inalano come maiali, cercano vuoto.
Aria umida e pesante, niente più genio,
solo un pozzo di potente ignoranza
a riempire immensi vuoti che attendono
di essere penetrati,
in cui immergersi fino alla morte.
Manca un filo a cucire sensazioni.
Tanto sudore, prurito,
lacrime, capelli.
Preadolescenza, regressione, mutamento.
Voglio liberarmi della mia pelle, all’istante, dannazione.
©
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli14 aprile 2014
Un tema complesso in cui non mi addentro sia perché non ne ho le capacità, sia perché non ne ho le conoscenze adeguate, quindi mi limito a dire le sensazioni che ne ricevo... Dolore e coscienza, sento come se la voce narrante osservasse, con meticolosa perizia dall'alto con sapiente capacità e metafore forti, efficaci e, ci conducesse all'interno di un girone dantesco. E' bella, feroce nell'insieme emoziona, mentre procura sensazioni di disagio nel lettore Ottima penna, grande sensibilità!
