Profeta eletto

Figlio prediletto
fosti
eletto profeta
in quell'era
e in quella terra lontana,
di greggi smarrite il buon pastore
e seguace indefesso
di ordine e pace...
sublime l'offerta
a immolare
l'agnello sacrificale
...penoso l'altare
che divenne calvario.
Dolenti le spine
di surreale corona
d'un reame che pur privo di trono
va alla pubblica gogna...
ed è un pianto pietoso
della Madre celeste
che di frusta è lo strazio
a lambire la pelle
e di ferro e di legno
svilisce quel frutto del candido ventre...
ma mistico ascende tornando dal Padre
in quel ciel che propizio
canta gloria in eterno...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marisol5816 aprile 2014
"Dio ha tanto amato l'uomo da inviare il suo unico dilettissimo Figlio a sacrificarsi per la nostra salvezza". Versi ispirati da profonda spiritualità interiore. Bellissima poesia!
Freawaru17 aprile 2014
Grande rappresentazione in questi versi che ripercorrono un percorso di fede e di speranza nell'eterno. Letta con interesse per lessico usato e per come è stata congegnata. Molto piaciuta!


