La cacciata dal paradiso
Surrogare l'esistenza
nelle necessità
ed accettare la sufficienza
per praticità
è offrire inconsistenza
al terreno su cui poggiare i piedi
quando dileguando notti
in assenza di luna
ci appelliamo al tatto
e da segugi degli odori memorandi
divenire cani
al desiderio di arrestare il fuggiasco mattino
che maschera quel volto ideato
di cui siamo innamorati.
Ma non si precipita negli specchi
né nelle acque limpide tra i boschi.
Si affoga nei disincanti
e nel declivio da cui scivolano distratti
gli occhi pieni
appena aperti.
Un uomo guarda bene una volta sola:
alla sua nascita.
Prega affinché non avvenga
un battito di ciglia
e dalla fatica non sia spinto
a coprire il suo volere.
©
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