Mutamenti postmoderni
Giorgio Lavino
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All’alba il canto del gallo
licenziato dallo strillo tecnologico
I dolci silenzi del mattino massacrati
dall’agitazione delle lamiere frettolose
Le parole in cammino sulle strade delle passeggiate
sdrucciolano via precipitando dentro i tombini della confusione
Perfino seducenti sogni gettati via
nella cloaca di questo tempo dell'effimero
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
Commenti (1)
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Agnese Iannone18 aprile 2014
Amara riflessione sui tempi che mutano, niente più canto del gallo, che ci svegliava al mattino di buon' umore, ma solo rumori di lamiere, che disturbano il sonno. Persino i sogni finiscono nel nulla, tutto è effimero e passeggero. Ci dobbiamo adattare, a malincuore, al progresso tecnologico, si va avanti e non si torna più indietro. Condivido il tuo pensiero, chiaro e comprensibile.

