La condanna dell'uomo
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Alla domanda che pone la poetessa in questa sua poesia dove il valore assoluto della risposta per quanto riguarda l'autrice è insita nel dubbio, un dubbio motivato da circostanze che possono essere positive o negative a secondo dei momenti nei quali il nostro corpo si predispone. Siamo esseri umorali, quindi l'umore è parte sostanziale del momento e in questo io credo che il ? sia pertinente.
Tante domande che inducono a riflettere... Chissà forse c'è qualcosa di "giusto" nella evoluzione dell'essere Umano lo stesso motivo per il quale le civiltà, raggiunto l'apice, vanno in declino... ed avanza chi ha più fame... C'è da dire che però l'uomo, nel Post- industriale ha inventato... il mercato, la borsa... e tanti altri strumenti "manovrabili" per esercitare senza FATICA... il proprio domino... IL LAVORO ha ceduto il passo alla speculazione ed è per questo che siamo FRITTI! Molto bella
La ripetuta ciclicità fa si che impariamo dagli errori, poi però perdiamo spesso la memoria , forse chissà prima dell'atto finale, quando scatta la molla per la difesa della specie allora s' innescherà il meccanismo della memoria ritrovata e del momento giusto per essere tutti uguali ...Fratelli, uomini, insomma umani ed essere speciali senza la cattiveria ancestrale che per il momento sembra che sia in assoluta la prima donna...
Il nostro essere "pensante" a volte è un'arma a doppio taglio perché ci dona la lucidità per affrontare le più svariate situazioni ma spesso ci rende costruiti, poco inclini alla genuinità ed alla spontaneità del sentimento. Spesso il pensiero è come un cane che si morde la coda, gira intorno ad un concetto e non sempre riesce ad avere la lungimiranza di guardare oltre ciò che appare. Riflessione molto intensa, particolarmente apprezzata per il contenuto e la forma.
Si,:com'è possibile? Gli interrrogativi di questo componimento recano in sè la risposta. Merita apprezzamento
Sì, può, proprio perché pensante e non animato dal solo istinto, la razionalità non suggerisce solo ciò che si crede sia giusto ma anche ciò che si crede sia sbagliato, è influenzata dalle necessità sociali, dalle ambizioni, e soprattutto dalla illusione di conoscere la verità, i fenomeni naturali rispondono ad un preciso automatismo matematico- scientifico, in quanto naturali, non hanno nulla di razionale, gli animali seguono un labirinto che ha una sola uscita, la sopravvivenza, l'uomo, nolenti i volenti, ha la capacità di scelta, che può portare anche alla propria estinzione crededo di puntare alla rinascita. Una bella riflessione che mi ha riportato alla mente il "Canto Notturno di un pastore errante dell'Asia" del Leopardi





