Una bambola
C'era una bambola col volto di giglio
che vagava nei sogni in cerca d'un giaciglio.
Elemosinava pezze per nascondere i buchi
ma la nostalgia pretendeva i giochi
di quando i suoi occhi erano croci,
di quando la bocca era di zucchero
e il suo cuore un tappo di sughero.
Perdeva bottoni lungo le vie
perché le piaceva disegnar fantasie,
nella speranza che la sua bambina
vedesse i passi di chi non cammina.
Ricordava di notti in caldi abbracci
che le ritornavano come lacrime sulle braci,
ma rimaneva nella cenere un po' di sale
per curare dell'assenza il male.
C'era una bambola col volto di giacinto
e l'esile corpo dalla speranza cinto.
Attendeva, porgendo le mani come un fiordaliso,
colei che una volta le aveva donato la luce d'un sorriso.
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L'autore
Elizabeth Nightley
Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe
Commenti (1)
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Claudio Toccafondi25 aprile 2014
Ottimamente risolto il problema della rima che qui suona come in una antica ballata e dà un senso di sogno a tutta la lirica; l'Autotr, inoltre, si dimostra non schiavi della rima che usa liberamente,,, Molto bella, commovente, piaciutissima. F+ S