Amygdala
Ho una mandorla sepolta fra le pieghe del cervello,
solo il sangue e la scossa ne conoscono la tana,
me la porto nella testa come un pasto d'emergenza,
malgrado sappia bene che una mandorla non sazia.
Ve ne offro in ogni storia che racconto senza invito,
in ogni turpiloquio,
mio malgrado.
E quando la ingoio vi osservo cambiare,
cambiare, questo è certo, ma non troppo!
Siete come parole, sempre uguali a voi stessi,
ma riscritti verso destra,
chinati, in stampatello,
alla maniera ingenua
della mia calligrafia.
©
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L'autore
Alessandro Raso
Psicologo, ventenne stagionato, romano. Le altre identità le lascio a chi avrà la pazienza e la cortesia di osservarmi e affrontarmi, magari fino al punto di ritrovarsi a guardare nella mia stessa direzione.
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