Come splendea la capitale

Oh, come splendea quel sol gentile
e come serena ridea la capitale
mentre lungi dall'esser ripudiato
e ignavo
a braccetto il sentimento passeggiava.
Aria di gran festa ridondava
con bronzi maestosi dai solenni richiami
e quanto gaio il chioccolar
vetuste fontane
adorne di monumentali icone.
Mitica esibiva piazza Navona
...note giullari,
musici e giocolieri
e gladio brandite d'antichi cavalieri,
mentre in piazza di Spagna m'atteggiavo
a pro di chi il ricordo impressionava.
Cosmopolita ci accoglieva Roma
gravida di colori e d'un caffé l'aroma
mentre ardea l'affaticato passo
con brama di saper a più non posso...
Oh, mio romantico Lungotevere
quanto splendean quegli astri lungimiranti
tra l'indorate sponde
mentre or che cala il sipario
fievole lanterna anche la luna appare
e smorzan persin le stelle nel cielo
che il mondo intero conosce imperituro e vero...
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Freawaru27 aprile 2014
Un inno a quella che è una delle capitali più rappresentative del mondo. Descrizioni che affascinano e che ritraggono scorci particolari in cui il lettore entra per partecipare alla vita descritta. Letta con grande attenzione e interesse. Molto bella!

