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Riflessioni 28 aprile 2014 · lettura 1 min · 1754 letture

Gospel canto d'origine

elena rapisa 602 poesie pubblicate
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Patirono la schiavitù imposta perché violenza è d'uso all'invasore. Uomini in catene alzaron grida, l'angoscia si fece prece e canto per ricordare libertà perduta. Infissa nel cuore a primitiva impronta indugia la vastità del dissolto mondo. Indifesi tollerano lo svendere dell'anima e del corpo, ennesimo olocausto condonato da ascrivere all'umana avidità. Fratello, l'essere nato sotto altro sole non ti fu perdonato e mani lorde che al presente ancora ti ricusano, tentano di mondare tracce d'antico e nuovo sangue. Solo la voce è libera e s'innalza, accorato canto vellutato rinnovando speranza a conferma di un Dio nel quale ancor confidi.
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L'autore
elena rapisa

Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do

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Commenti (1)

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Francesco Rossi30 aprile 2014

La voce libera è una conquista dell'uomo e della donna che hanno lottato per la libertà.