Runa Bianca (Wird)
Idalgo Visconti
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Asincrono lampo di luce
sguardo amico
Colore, carezza di Zeffiro
attenua giorni grigi
assolve profonde rughe nel tempo
rinsalda il cuore
Nuotando nei suoi occhi
vivo la carezza della vellutata anemone
Ignara sirena incantatrice
l'anima risvegli
così, attiri il supremo sentimento
sulle dure rocce delle realtà addolcite
da oniriche sensazioni
un bacio, un abbraccio,
Fantasie, profumi dì un sogno
graffiano l'anima con l'estro dell'amore
Colpisce, fugge
con l'attuale, stringo tra le dita
l'amore
chimera sgusciante, come viscido serpente
del mondo razionale, coperto dalle squame
dell'impossibile
Inferno
che laceri, con il cicalar
di dolci parole
invano, falsa runa bianca
Vorrei parlare al vento
ma non ha il viso
e disegnar con lui, un sentimento
fin all'ultima goccia
viver così
di una vittoria l'illusione .
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Idalgo Visconti
“L’universo é mutamento: la nostra vita é come la creano i nostri pensieri.” “Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.”
Commenti (3)
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Willy Zini2 maggio 2014
molto bella, complimenti. Rendi giustizia al concetto stesso di "runa bianca" con un flusso di pensieri che evoca molte cose, ma soprattutto una sensibilità tutta particolare.
C
Citarei Loretta Margherita2 maggio 2014
dalla mitologia nordica un bellissimo spunto x questa tua veramente bella
carla composto2 maggio 2014
bellissima lirica la runa del destino ... versi particolari che lasciano il pensiero andare oltre... metafore bellissime sempre un piacere leggere questo bravo autore...


