Avessi vent'anni
Avessi vent’anni
e sostare sul ciglio della strada
a guardare una finestra illuminata
per sentire il suo profumo nella stanza
E poi rubare ancora quella chiave
per volare insieme a lei in riva al mare
E la mano che sfiora l’alabastro
col tremore d’ una foglia che si stacca
Erano sogni studiati a tavolino
Acerbe sensazioni all’esame della vita
Eppur l’amore si mesce all’entropia
nella sinapsi di cellule smarrite
Poi svegliarsi nell’ età che t’ha cullato
e sentir che sia patologia
innamorarsi ancora all’ improvviso
Ma quale dolce malattia
se dà senso alla mia vita
Ed è complicità se resta aperto quel garage.
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L'autore
Andrea Garofalo
Spesso frammenti di vita vissuta o incontri occasionali o situazioni particolari, ti lasciano un segno nell'anima! Allora raccolgo le risonanze che affiorano e le trasformo in favole o racconti di fantasia, qualche volta in poesie (ma senza una metrica precisa.... un po da autodidatta). Spero mi scuserete per questo!
Commenti (1)
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Francesco Andrea Maiello30 maggio 2014
Non è patologia innamorarsi ancor all'improvviso (il nonnismo va bene solo per i tuoi versi!) perché lo spirito è sempre giovane e non ha età!
