Amarti è soffrire
fausto di pasquale
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Amarti è soffrire
asciugo gli occhi
arrossati dal vento,
bagno le mie labbra
tormentate dal freddo.
Amarti è soffrire
sfuggo il tuo sguardo
precipito nel passato
mi arrendo ai ricordi.
Amarti è soffrire
annego le mie voglie
nel tramonto del giorno,
assisto inerte
al suono dell'infinito
in un campo di grano
spoglio di chicchi maturi.
Amarti è soffrire
abbandono il sentiero
della vita,
rincorro lucciole nel silenzio
della sera,
arresto la mia corsa
stanco
di una porta sempre chiusa.
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fausto di pasquale
Commenti (1)
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Rita Vieni6 maggio 2014
I tormenti dell'anima, i dolori scaturiti dalla perdita, logorano un vissuto dal sapore piatto e indefinito, ma rendono questi versi struggenti, veri, intensi. Amare nell'impossibilità di un riscontro è il peso che grava su un'età arresa, ferma indietro, appollaiata al momento che fu. Bravo!
