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Riflessioni 6 maggio 2014 · lettura 1 min · 1804 letture

L'ora della rassegnazione

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Giuseppe Vita 417 poesie pubblicate
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Finché viviamo senz'aver pensieri, poiché siamo in età di giovinezza, non pensiam mai che i guai son veritieri né abbiamo alcun sentore d'amarezza. Man mano che la vita volge a sera ognun di noi avverte d'esser niente, ma vuol godersi ancor la vita intera finché il dolor per lui è inesistente. Quando noi tutti siamo sofferenti, chi per un male o chi per altro ancora, non c'è più modo d'essere contenti, perché il dolore ci aggredisce ognora. Allora ci vien voglia di gridare contro chi ci ha sottratto ogni piacere e la speranza che viene a mancare può indurci anche persino a soggiacere. Ma tutto questo è cosa da evitare essendo un atto molto disumano; tutti dobbiam sapere sopportare per dire che non siam vissuti invano. Allor che l'alma converrà al patire ed il pensiero non avrà obiezione, è l'ora, quella in cui potremo dire d'aver raggiunto la rassegnazione.
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Non tutti gli esseri umani sono propensi ad accettare la rassegnazione ed in special modo coloro che hanno condotto una vita agiata e senza preoccupazioni. Sappiamo che la giovinezza fa vivere quasi tutti spensieratamente, essendo essa l'età in cui i problemi si presentano sporadicamente, in quanto si gode di ottima salute. Con l'avanzare degli anni ognuno di noi avverte acciacchi di vario genere, per cui è costretto a dover sopportare dolore e sofferenza che ne derivano. È proprio allora che occorre rassegnarsi, senza mai disperare, altrimenti si può degenerare in atti disumani.11 agosto 2017
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Giuseppe Vita
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