Canto disperato da un luogo statico
Circostanziata immobilità
di mura tappezzate
da mura
mi manca il dolce fruscio
quel leggero dondolio
che sa di esistenza
Nulla si muove,
neanche per caso,
nulla si rovescia sul pavimento
si schianta sulle pareti
Gli occhi s’incantano
su una bottiglia di Punt e Mes
avrà un secolo,
chi l’ha cominciato
è volato via da quarant’anni.
Nessuno lo finirà,
ma sta lì.
Cosa vuole dirmi?
Nulla vuole dirmi
Tace. Come tutto il resto d’altronde.
©
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli8 maggio 2014
Arriva forte e si può quasi palpare quella sensazione angosciante della staticità... Fermi, sospesi ... né dolore, né piacere ...
