Duecentodieci lune
perché ho bisogno di dirtelo
che duecentodieci lune non bastano
per un'altra orbita ancora
sperma e cenere vulcanica
a spiegare la morte bianca
e quante parole insignificanti
di- versi come fossero atomi in scissione
che siano meno o più poco importa
quel che rimane è un vuoto di bottiglia;
l'impronta di uno sparo, una culla vuota
l'ormai di un presentimento
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L'autore
Dyleng
Non mi piacciono le biografie e nemmeno i social network. Non credo al diritto d'autore quindi se volete copiate ogni singolo verso dei miei scritti. La modestia non mi appartiene, poeticamente parlando ma per qualsiasi appunto o critica siete ben voluti sempre e comunque. Adoro parlare con persone curiose e intellet
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco11 maggio 2014
Poesia che lascia storditi e inquieti ma si tratta di sensazioni, seppure per certi versi negative, in grado di comunicare qualcosa di terribilmente importante. Vi è l'evocazione di immagini che parlano a qualcosa di ancestrale che è presente in tutti noi.
