Sapevamo guardarci dentro
Quale privilegio
aver dimorato nel tuo ventre
essermi nutrita del tuo nutrimento
avere udito la tua voce
dal di dentro
Quale privilegio il mio battito
nel tuo corpo
il mio respiro in te
la mia cieca ubbidienza ai tuoi bisogni
...e tu ai miei
Solo tu sapevi guardarmi dentro
capire le mie parole
o i miei silenzi
...ma anch’io
perché era un luogo che conoscevo già.
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Commenti (2)
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Enrico Baiocchi11 maggio 2014
Nella chiusa, una quasi ovvietà, che esprime tutta la grande profondità di questa lirica, essere stati parte di un corpo e di un'anima per nove mesi, aver vissuto le stesse esigenze e le stesse emozioni, crea un legame indissolubile che si manifesterà per tutta la vita, ed anche oltre, uno scambio reciproco che non conosce limiti di tempo o luogo, una simbiosi universale. Molto piaciuta nella sua sintesi.
Francesco Rossi11 maggio 2014
Una grande predisposizione al confronto in un poetare che avvolge le sensibilità.

