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Famiglia 10 maggio 2014 · lettura 1 min · 1748 letture

Sapevamo guardarci dentro

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India 406 poesie pubblicate
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Quale privilegio aver dimorato nel tuo ventre essermi nutrita del tuo nutrimento avere udito la tua voce dal di dentro Quale privilegio il mio battito nel tuo corpo il mio respiro in te la mia cieca ubbidienza ai tuoi bisogni ...e tu ai miei Solo tu sapevi guardarmi dentro capire le mie parole o i miei silenzi ...ma anch’io perché era un luogo che conoscevo già.
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Gli stilisti della poesia penseranno che ci sono troppi aggettivi possessivi, ma non può essere altrimenti. Il “ mio” battito, è proprio il mio e di nessun altro, Nel “ tuo” corpo è proprio il tuo e di nessun altro. E così via. Una corrispondenza univoca.

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India
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Commenti (2)

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Enrico Baiocchi11 maggio 2014

Nella chiusa, una quasi ovvietà, che esprime tutta la grande profondità di questa lirica, essere stati parte di un corpo e di un'anima per nove mesi, aver vissuto le stesse esigenze e le stesse emozioni, crea un legame indissolubile che si manifesterà per tutta la vita, ed anche oltre, uno scambio reciproco che non conosce limiti di tempo o luogo, una simbiosi universale. Molto piaciuta nella sua sintesi.

Francesco Rossi11 maggio 2014

Una grande predisposizione al confronto in un poetare che avvolge le sensibilità.