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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Elizabeth Nightley
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Famiglia 11 maggio 2014 · lettura 1 min · 1109 letture

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Elizabeth Nightley 65 poesie pubblicate
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E lei portava in grembo un feto nato morto, con un sorriso sghembo gli insegnava a volar storto. -Perché l'aria non ha legge- e gli cucì ali al posto delle gambe, -perché è il passo che ti regge- e smantellò l'asfalto donandogli domande. -Ma madre, perché il cielo mi trascina come fossi un burattino? Non vedo fili né mani volteggiare. La luce della luna riscalda più del mattino, e per non ghiacciarmi son costretto ad avanzare. Perché l'anima genera sogni se non è lei che comanda? La pelle ha altri bisogni ma cade con un soffio come fiori di lavanda. Ed è lo stelo che resiste come lo scheletro d'un genere estinto che ama la nudità e d'immagine si sveste, eppure siam solo docili fiere mosse dall'istinto.- -Il calabrone non potrebbe volare: ha ali troppo fragili per il suo corpo. E la risposta non te la posso dare, se non che ai limiti della realtà è sordo.-
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l'istinto c'insegna a sopravvivere, ma tenere in vita l'anima possono solo i sogni. e chi, se non una madre, può insegnare a volare?

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L'autore
Elizabeth Nightley

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe

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Commenti (1)

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Ausilia Giordano11 maggio 2014

Quale gioia per una donna sapere di essere madre! Quale dolore, indicibile, per una madre, sapere di essere di nuovo solo una donna! Perdere un figlio, è per ogni madre, perdere la sua stessa vita. Conforto e affetto a chiunque si trovasse a vivere una tale tristissima sorte.