Veleno d'amore
Ho sempre dato zucchero filato
alle donne che mi hanno contattato,
uno zucchero fino, un dolce miele
che innalza invitto dell'amor le vele.
Poi con te, cara, ho molto colloquiato,
ma il mio zucchero sempre hai rifiutato,
e ti ho dipinta allor nelle mie tele
mentre porgevo a te coppa di fiele.
Non t'ho donato zuccheroso affetto
perché non era quello che volevi,
e ti ho fatto soltanto il gran dispetto
di darti il mio veleno, e ne godevi
perché quel reo veleno era poesia
e l'hai bevuto lieta... così sia!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (2)
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Duilio Martino17 maggio 2014
Non entro nel merito del "Veleno"... dello sberleffo che è spesso tipico del sonetto (mi ricorda tanto quei cantastorie che si sfidavano a colpi di rime)... è che comunque è un bel sonetto perfetto in metrica e rime...
carla composto19 maggio 2014
bel sonetto... ricco di veleno con tanto di antidoto... complimenti... strimpellatore

