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Sociale 18 maggio 2014 · lettura 1 min · 672 letture

Condannata allo scherno dal cor ei suoi moti fatali

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Elizabeth Nightley 65 poesie pubblicate
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Sono nata quercia d'inverno, lame brinate i miei rami, son stata condannata allo scherno dal mio cor ei suoi moti fatali. La mia voce è tintinnio di metalli ogni qual volta l'occhio straripa e le mie ciglia, fili di ruggine, mi riducono in misera fuliggine. Ma anch'io ho palpito di carne, tra le arcuate grinfie di costole che vengon affilate dall'astio d'un omofobo accecato dal suo dio. La diversità non ha volto, l'ha invece il mio scheletro che conforme è al ciliegio, come m'è fratello il frassino e l'olmo. Ed io differisco forse per la corteccia, o per le radici, il frutto non disprezzarmi se non siam affini in tutto poiché son saffica ed amo una quercia.
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17 MAGGIO- GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA personalmente io non sono omosessuale, ma rispetto ogni genere di amore, basta che sia vero. e se è così il vostro, non lasciate che un branco d'ignoranti ipocriti presuntuosi ve lo distruggano (shippo Johnlock alla follia)

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L'autore
Elizabeth Nightley

Eccomi. Sono una ragazza qualsiasi, nata un giorno qualsiasi (con molti nove), che trascorre una vita qualsiasi e tra questi qualsiasi-qualsiasi-qualsiasi senza fine, a volte spunta una poesia. Anche quella qualsiasi, certo, ma le poesie hanno un quel qualcosa in più che c'è e basta e nonostante cerchi di capire il pe

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Commenti (1)

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Massimiliano Moresco18 maggio 2014

Trovo apprezzabile sia il contenuto sia lo stile. Molta bella ed efficace la similitudine dell'essere umano con gli alberi. Effettivamente sotto quella corteccia siamo tutti uguali, tutti con la stessa esigenza d'amare il prossimo.