Quei dì festivi
elena rapisa
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Lente e sazie snaturano le ore
vanno a formare un sottile filo tediante
che piano si esilia in un patetico tramonto.
Amo gli oziosi meriggi dei festivi giorni,
li amo eppure li detesto
quale ribelle reazione al vorticar d'azioni
nell'allestire la loro celebrazione.
Spento il turbinio dell'attesa
tutto ora è scontato in satolla indolenza
dove s'infiltra
l'ansia di un domani replicato
a sfidare prove.
Così va consumando i giorni
a lui concessi, l'uomo
in continuo attendere ricorrenza
che quando giunge,
già si tinge di grigio
affondando nel passato
e non gusta il presente se non
in attimi fuggenti che migrano lì per lì
nel limbo dei ricordi
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L'autore
elena rapisa
Sono una bilancia sbilanciata eternamente in conflitto fra razionalità e sentimento: il più delle volte prevale quest'ultimo. Mi abbandono sovente al sogno e mi rintano nella solitudine per meglio scandagliare il mio io segreto e riassaporare ogni attimo di gioia vissuta. Credo fermamente che amare sia sinonimo di do
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