Fondi di caffè

Il tuo disinvolto seguito
nei fondi di caffè.
Di appagamento e qualcosa
che oltre questo bordo duro attende.
Il ricordo in una palpitazione,
in questa tazzina chiara.
E volevo interpretare come nostalgia
il tuo sguardo incomprensibile.
Vibrava l’anima di tutto quel che potevo provare,
di tutto quel che mi portavi via.
Il cucchiaino tintinnava un suono metallico
sul pavimento.
Tenevi sicuro la mia mano,
ma non mi invitavi a seguirti.
E forse quei fondi di caffè non dicevano la verità:
ogni opportunità può essere sempre l’ultima.
Bratta sbriciolata
di quello che non poteva essere.
Mai ti ero stata così vicina
tanto da sentirti irraggiungibile adesso
che siamo lontani.
E vorrei soltanto
Parlarti e sorriderti.
Se decidessi di andare
so che sarebbe senza tornare indietro.
Non c’è il tempo o lo spazio
che contempli un altro destino.
Ma non fare
che questo giorno di distanza diventi un secolo di solitudine.
Adesso
che dai per scontata la mia presenza.
Non ho mai avuto così tanta voglia di scappare
per evitare ciò che non può essere.
Eppure sono sempre qui a cercare di convincermi
che domani ci sarai ancora.
Domani quantomeno.
©
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L'autore
Alexis
Io sono eterea, intangibile, virtuale. Non sono che astrazione sublime. Un'immagine algida, evanescente, sfilacciata e vacillante, in abito nero.
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