Quando tornavo
Toccavo la macchinetta del caffé
per capire da quanto eri uscito
e quanto dovevo ancora aspettarti
prima che la paranoia mi annientasse
quante volte era già troppo fredda
e fissavo le lancette procedere
nel vuoto di pensieri angoscianti
Poi uno squillo e tutto diventava normale,
pane quotidiano da inghiottire lentamente
per assaporare la tua presenza
C’eri...
Almeno per quel giorno c’eri ancora
e mi bastava
Il domani era troppo lontano
dal mio orizzonte
Bevevo a sorsi l’oggi
e mi bastava
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Commenti (1)
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Giuseppe Boccanfuso27 maggio 2014
Bevevo a sorsi l'oggi e mi bastava... quel quotidiano che diventava l'essenza di vita... STUPENDA.
