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Riflessioni 30 maggio 2014 · lettura 1 min · 1927 letture

Giochi d'infanzia

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Oltre i miei occhi, intorno al davanzale da cui guardo da sempre nella luce, al tempo in cui non conoscevo il male, solamente il ricordo mi conduce. E chino sulle foglie di pineta (1) coi miei compagni si correva il Giro, le nostre gote lisce come seta, tutti impegnati a controllare il tiro perché il tappino non uscisse fuori, con dentro il cuore l'ansia dell'arrivo per i preziosi e cari corridori, poi, preso ancora dalla fantasia, (mai come allora sono stato vivo!) tornavo, pedalando, a casa mia e nel lettuccio, accanto alla cucina, dopo un grumo di nero, (2) era mattina!
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1): giocavamo al Giro d'Italia ritagliando le figurine dei ciclisti dentro un tappino, cioè la capsula che sigilla le bottigliette delle bibite. Il tappino veniva spinto facendo scattare sul pollice il dito indice o il medio (a seconda del tiro da farsi) su una pista tracciata con una tavoletta sul tappeto di foglie della pineta viareggina. 2): Causa il sonno profondo di bambino, la notte per me era solo una breve parentesi di buio. Sonetto caudato in vernacolo livornese

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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