In morte del sonetto
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (5)
"Italia, Paese di santi, di poeti e di navigatori", diceva un tale ("e di grandi amatori", avrebbe potuto aggiungere) . Ed ora? Proprio là dove nascono, le cose sono destinate a più rapida decadenza! Così i santi, secondo il Montale di "Satura", "bisognerà cercarli fra i cani [ San Bernardo ] ", i navigatori si "divertono" a distruggere enormi navi (e vite umane) per stupidi "inchini" agli scogli, e i poeti amano seguire strade diverse da quelle del sonetto... (E dove s'annideranno mai i grandi amatori, ancora ben presenti nell'immaginario collettivo soprattutto delle donne dell'Est Europa, che giungono tanto speranzose da noi?)
Non che le rime e la metrica sia tutto, ma certo è che resto legato ad un concetto di poesia che sia anche suono... significante più contenuto... ed in questo concetto certamente rientrano metrica e rime. Una certa devianza è stata provocata molto probabilmente dalle traduzioni (spesso avventate) di poeti stranieri. Per mantenere i contenuti purtroppo nel tradurre si perde quella parte essenziale (il suono) che differenzia la prosa dalla poesia. Si ricrederebbero un po' tutti se leggessero le poesie di tanti Poeti famosi nelle lingue originali, ma purtroppo prevale l'ostinazione di chi crede che basti il pensiero Poetico per fare uno scritto Poesia. Ovviamente (lo dicono anche Montale ed Ungaretti) le cose non stanno così. Allora prosa sia!
Amo pensare, ma il riferimento é solo a quello che scrivo io, che la poesia si riesca solo a sfiorarla perché essa si annida nell'inespresso, nel concetto che scoppia dentro il cuore del poeta e non trova la stura nelle parole e nel verso, mai abbastanza specchio di ciò che vorremmo tradurre col dizionario dell'anima. Così la poesia rimane nell'insoddisfazione che fa amara la bocca dello stomaco e la gola, atrio in cui tutti si entra per fare la fila davanti alla luce che riceve indistintamente i questuanti, ma non a tutti dispensa i bagliori sperati. Poesia, quella cui non arrivo, ma che sento viva e ardente, che mi scoppia nei polmoni e mi induce a tentare, a provare ogni volta con rinnovata speranza.
molti anni fa scrivevo in versi sciolti e le mie poesie erano spesso premiate. oggi con la metrica, principalmente il sonetto, mi sento svuotata e colmata ad un tempo da ogni garbuglio d'anima. sono diventata una sonettista, mi viene naturale e la musicalita' intrinseca della forma mi da' una speciale gioia. ho voluto semplicemente comunicarvi un mio pensiero poiche' sono assolutamente non in grado di esprimere giudizi sulle varie correnti letterarie. evviva la poesia, evviva il sonetto e il lirismo della metrica.
APPREZZATA, mi permetto di scrivere che il titolo della mia poesia poteva essere anche diverso "a Franca" è un nome comunissimo potrebbe essere anche Genofeffa o similare, ma per farla contento e non scomodare lo staff ho cambiato titolo lasciando solo dedica, la ringraziodi avermi fatto notare, che non rispettavo il regolamento, ora è tutto ok buona serata

