Figli
Rita Stanzione
1949 poesie pubblicate
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Vanno, vengono... li aspetto
con le folgori agli occhi
sul filo d’aria che finisce su un numero
un’agenda, la foto rubata perché non c’ero
Vanno, appartenendo al futuro
dove va il mio abbraccio per sempre
E ancora vorrei schiaffi d’angeli
che mi fanno rosse le guance
e dopo le baciano, loro poco s’accorgono
-i baci li pensano quando sorridono
Un’altra mattina
ci apre gli occhi, sveglia le voci
circonda dei soliti oggetti, che
tocca e ritocca restano fissi
Mentre noi saremo altro
_fra quante rivoluzioni_
sui lati opposti di un mare
così aperto
come la paura, solamente
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Francesco Rossi3 giugno 2014
Attenzione, la poesia ha note poetiche interessanti, ma la paura non deve togliere la libertà di conoscere dei nostri figli.

