Povero sonetto!
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Sono perfettamente d' accordo con l'Autore della presente poesia. Io, che sono un cultore del sonetto vedo che è invalso l'uso di chiamare sonetti composizioni che col sonetto, che ha regole fisse ed inderogabili, non hanno nulla a che fare. Mi fa piacere che l'Autore rilevi i difetti dei falsi sonettisti. Però... Stia bene attento anche lui a non cadere nell'errore che egli contesta, quello cioè della metrica. Il quarto verso della su prima quartina appare, in contrasto con gli altri endecasillabi, essere invece un decasillabo. Per renderlo perfetto manca un monosillabo che aggiusterebbe il verso: "poiché mi sorge in mente un GRAN sospetto." Mi congratulo con il bravo autore di sonetti e gli faccio i migliori per la continuazione.
Visto che siamo in sede di critica riguardo alla metrica devo dare ragione allo Strimpellatore per quanto concerne quel quarto verso ed alla correzione dello stesso. Ma il sonetto presentato rivela una sacrosanta verità, ed io che sono un fautore degli endecasillabi e delle rime, devo prendere atto e dare ragione all'autore per quel che concerne la crisi del sonetto. Anche in questo sito siamo rimasti in pochi a difendere la metrica e le rime, comunque mi congratulo con l'autore sia per la trama autorevole che per il suo presentare opere degne di lode, complimenti vivissimi.