Piccolo Uomo
Daniela Pacelli
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Eri un’ombra
tra le luci partorite dal giorno
silente come il passaggio del vento
allo sfiorar delle foglie
Eri il sorriso dell’autunno
che celava le tremule paure
tra i pugni serrati dal freddo
ma quegli occhi persi cercavano rifugio
e come un campo di grano
spettinato dallo scirocco
le tue braccia scaldavano
e la bocca cantava note di meringhe
Eri tutto quello che cercavo
ma non eri nulla
solo una bolla di sapone
bucata dalle bugie
eri candida speranza
annebbiata dai passi falsi
e dal veleno colato dalle labbra
quando la maschera è scivolata sul pavimento
Il sole che brillava nel viso
s’è dipinto di cenere
e come un mare in tempesta
hai indossato i tuoi abiti
ora ti riconosco
sei il piccolo uomo
che investe in gesti e parole d’amore
dolci come il miele della primavera
ma come per incanto
abbandona la terra davanti alle sconfitte
seminando perfidia
solo per salvare il nome
Cammina lontano
piccolo uomo
perché sei solo ciò che sei
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L'autore
Daniela Pacelli
Commenti (1)
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Francesco Rossi5 giugno 2014
Trasparenza e linguaggio sciolto in questi versi dove la realtà viene accompagnata per mano in poetica.

