Uomo della luna

Uomo della luna
così che appare quell'icona
mentre sulla macchina del tempo
s'allontana...
Attila dello spazio- temporale
brancoli in abissi siderali
lasciandoti alle spalle
dune polverose,
e valli mefitiche e melmose...
e ancor steppe sterminate
e mari disadratati
che nemmeno ondeggiano né tantomeno languono.
Uomo della luna
assai attento a profferir il Verbo
liscio come piuma e con estremo garbo,
eppur sì tanto tossico
quel mielato veleno...
quanto latra in quel tuo cuor alieno
l'orda vorace
che rintuzza la sua preda
senza tregua e senza pace.
Uomo della luna
da ogni alba carpisti il chiarore
e sfumasti ogni dì in notte oscura...
ordunque vai tu che puoi approdar su stella,
tu che di quell'alieno hai inflitto nel cuor rovello
ma reca i tuoi demoni con te
come pur quell'acqua santa che non fa per me...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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