La luna, il pazzo e il pozzo
Stanotte non c’è voce che consola.
Non un accento amico qui s'ascolta,
il guaire d’un cane, una parola.
La notte che ho davanti non è molta,
solo mi chiedo se la luna sente
stanotte, frasi ed onde soffocate.
Nel trascinarsi per campi e stagioni
fluiscono nel caldo dell'estate,
nel rollio stento dei passi che abbozzo,
come impuntate, queste mie intenzioni
vacilleranno, neanche troppo lente,
silenti e strascicate verso il pozzo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Francesco Rossi9 giugno 2014
Mi piace come affronta la problematica della notte l'autore in modo pacato dando alle riflessioni poetiche quel tocco di scrittura creativa che molto si addice alla poesia contemporanea.
