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Cronaca 9 giugno 2014 · lettura 1 min · 1359 letture

10 giugno 1924

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Lucillo Dolcetto 210 poesie pubblicate
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Novant'anni son trascorsi dalla morte di Matteotti. Era di Fratta, terra Polesana, dove la miseria regnava sovrana. Solo polenta dai più si mangiava così la pellagra gran vite "bruciava". Suo credo era il riscatto di quella povera gente che lo aveva eletto suo rappresentante. Celebre, perché ultimo, tenne un discorso che denunciava i brogli del Fascio nonché le violenze e, di brutto, quant'altro nel voto di quel Ventiquattro. Così fu che una banda fascista gli tese un perfido agguato; lo privò della vita e lo abbandonò nel fossato. Grande emozione destò quel fatto che 'l 10 di giugno viene ricordato. Egli è simbolo di quell'ideale di resistenza alla tirannia, anche in forza di quelle parole pronunciate nell'agonia. "Uccidete me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai!"
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Giacomo Matteotti di Fratta Polesine (RO) - deputato del Partito Socialista - fu ucciso dai Fascisti il 10 giugno 1924 per avere denunciato, in un discorso alla Camera dei Deputati, i brogli commessi durante le elezioni politiche.

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Lucillo Dolcetto
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