10 giugno 1924
Novant'anni son trascorsi
dalla morte di Matteotti.
Era di Fratta, terra Polesana,
dove la miseria regnava sovrana.
Solo polenta dai più si mangiava
così la pellagra gran vite "bruciava".
Suo credo era il riscatto
di quella povera gente
che lo aveva eletto
suo rappresentante.
Celebre, perché ultimo, tenne un discorso
che denunciava i brogli del Fascio
nonché le violenze e, di brutto, quant'altro
nel voto di quel Ventiquattro.
Così fu che una banda fascista
gli tese un perfido agguato;
lo privò della vita
e lo abbandonò nel fossato.
Grande emozione destò quel fatto
che 'l 10 di giugno viene ricordato.
Egli è simbolo di quell'ideale
di resistenza alla tirannia,
anche in forza di quelle parole
pronunciate nell'agonia.
"Uccidete me,
ma l'idea che è in me
non l'ucciderete mai!"
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