Eppur s’insinua

Torvo quel rancore trapela
dietro squallido motivo
che mal si cela
e oltre ermetiche gelosie
che disseccano al sole.
Eppur s’insinua,
subdolo come rettile perfido al seno
infido e pronto a eiettar veleno
o vago come spettro che s’aggira
colmo di baldanza e sicumera.
E rio cotanto nel suo cuore spera
che smarrisca quel ramingo
sul pacifico sentiero...
eppur prosegue il pellegrino sulla via
e nulla obietta e nemmeno abiura
chi semina discordia senza remore e paura,
colui che mai discerne l’odio dalla malinconia.
E quieto se ne va il viandante
perché sa che non dimostra ingegno
chi mortifica la pace,
chi indossa piume di colomba mentre è rapace
e né mostra senno se sobilla un ciel sereno
e come fosse prestigiatore
muta un ponte tarlato
in iridato arcobaleno...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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