Notte
C'era un tempo nel quale avrei scritto della ruggine
un tempo di ossidi e altri depositi sui fondali
con le mani secche a guardare
Un tempo della bocca che beveva ogni cosa
sporca di lezioni, sensi di colpa che sverginavo con la lingua
Nella gola, in fondo, dentro a toccarmi
Mi fai e vieni, la pelle dolce acida
Vieni come lo sporco, una cosa che non serve
come il fango
che uccide il piovere sulla pietra, sull'asfalto, sul terrazzo
Il cigolio del cuoio prima della camera
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