Barriera ostile
Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini
Commenti (15)
Quel sentirsi sicuri solo attraverso un raggio di luce che circonda la vita. Solo attraverso un pensiero, illuminato... Si può sconfiggere la solitudine... Bella!
Cos'è che fondamentalmente annienta la mente? In effetti l'apatia sembra essere un buon candidato ampartecipare a questa disdetta dell'umano. Forse il iperbenessere ci ha condotto in questo non luogo, in questo limbo, dove tutto è ovattato. Purtroppo i ' filantropi', che ci hanno portato in questa situazione avevano visto lungo, sui modi efficaci a disattivare l'essere umano dalla sua volontà di autodeterminarsi, portandolo di fatto in uno stato quasi fanciullesco, nella sua accezione più negativa però. Ossia quella di essere sempre dipendente da qualcun altro su cui fare affidamento per i propri bisogni. Forse quel faro può essere la metafora della coscienza. L'unica che può condurci al di fuori di, appunto, questo limbo sempre più scomodo
L'apatia fa diventare burattini inerti prigionieri di un buio che incombe sulle coscienze eppure un faro che con il suo fascio di luce illumina la via c'è, occorre trovare la forza ed il coraggio di seguire quella luce. Poesia coinvolgente, molto apprezzata.
E' la luce che illumina il percorso della vita. Il faro punto di riferimento e di guida per non perdere la rotta e non smarrirsi.
"Nello scorrere di giorni vuoti un sottile diaframma aleggia come un baluardo ostile, relega l'anima nel limbo affettivo" Questa strofa è particolarmente significativa ed espressiva, sì, a volte si ha proprio bisogno di una sorgente di luce esterna a noi che doni vigore, anche se generalmente tutti ci dicono "devi trovare la forza dentro di te", un saldo approdo ripara dalle tempeste della vita!
Quando l'apatia congela i pensieri non si è in grado di tirar fuori quelle doti dinamiche che fanno muovere tutte le cose e l'anima si relega nel limbo affettivo, quasi a volersi estraniare da quella condizione assente, che la tiene prigioniera di se stessa. E' una poesia degna di attenzione e di lode. La conservo per rileggerla
E' vero che molti sogni, cullati pure inconsciamente sin da bambini, possono dileguarsi col passare degli anni, ma è pur vero che avendo dei punti di riferimento infonde in tutti noi tanta fiducia e speranza; tutti segnali positivi che colgo in ogni lirica di questa Autrice.
Lirica di alto valore poestico e di grande penetrazione introspettiva. Quando l'apatia congela i pensieri e il lento scorrere dei giorni vuoti relega l'anima nel limbo affettivo si sente potente e preponte l'esigenza di un faro che ci guidi alla meta ed illumini l'irto cammino. Spesso il faro è dentro di noi, bisogna cercarlo con tenacia e costanza ed allora tutto ci apparirà più chiaro e luminoso. Il difficile è saperlo trovare, ma chi scrive versi così belli e profondi il faro l'ha già trovato dentro di se, deve cogliere soltanto l'attimo per saperlo vedere! Noi lettori ne siamo sicuri! Poesia apprezzatissima!!!
versi meravigliosi pieni di significato... un faro che illumini che sia punto di rifrimento... bella ed intensa metafora
Quando l'apatia congela i pensieri equivoci ricorrenti annientano la mente Mi colpiscono particolarmente questi versi, poiché ritengo che l'apatia sia davvero molto dannosa per il nostro vivere, cosa ne è la causa? Credo la colpa sia imputabile a più fattori, certo è che il vivere moderno ha sterilizzato il nostro modo di pensare, portando nei peggior dei casi a vivere giorni vuoti in attesa, sì, ma in attesa di cosa? Un faro che illumini la strada giusta per riemergere? Ebbene credo che quel faro sia presente in ognuno di noi, ed è la nostra forza di volontà, da essa possiamo trarre quella luce per ricondurre l'animo ad un passo nuovamente fiducioso.
Ognuno ha un suo personalissimo "faro". Che sia quello giusto o meno... non sempre ci è dato capirlo. Ma se anche fosse "non" quello giusto... chi potrà mai asserirlo con totale piena convinzione di essere lui stesso nel giusto? Siamo immersi oggigiorno nella totale confusione di ideali da seguire... tirati qua e là dalla giacchetta, non sappiamo spesso da quale parte girarci. Può bastare guardare dentro a noi stessi, fallaci come siamo, per capire da quale parte andare? Forse sì o forse no... certo è che difficilmente il nostro cuore non potrà non imparare dai propri errori per poter camminare... perché comunque... si sappia... l'importante è appunto "andare"!
mi viene in mente ...gita al faro della wolfe... fluida e corposa questa composizione, necessaria come un faro nel porto dei cuori . plauso a te
Apprezzatissima! Una poesia bellissima, ottima introspezione e bella la metafora del faro, ho sempre ammirato la bravura con cui l'autrice riesce a raggiungere il cuore del lettore con assoluta spontaneità.
Prima o poi le tue grida di ingiustizie sociali arriveranno molto in alto, questa bella poesia spinge forte.
Intravedo in quel faro la forza della natura, vera luce divina di fronte all'impotenza umana. È la rotta della verità il brillar che detta legge esistenziale a inetti esseri contemporanei, dediti al vociferare a vanvera, nell'indifferenza di tutto ciò che ci circonda. Siamo chiusi nella morsa dell'egoismo sfrenato, senza tener conto delle esigenze altrui. Si cade così nel vuoto di un buio esistenziale, dove ci si può solamente smarrire, ed ecco che l'anima innocente reagisce per soffocare queste tenebre che la tengono prigioniera, cercando di approdare su lidi illuminati da spirituale luce. Grande verseggiare il sociale questa profonda introspezione.














