Trincee
Anna Piccirillo ov
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Artigli di tigre
affondati nella carne viva della terra,
come graffi dolorosi
sulle sinuosità di monti e valli
crocifissi dalla follia umana.
Viscidi canali che vomitano fuoco
ed ingoiano piombo,
distinti solo dal colore delle giubbe
che non hanno più colore,
arse dal sole feroce, bruciate dalla neve.
Cicatrici ancora urlanti,
solchi scavati da talpe accecate
dall’odio e dal terrore,
per vita e morte fianco a fianco,
incerte compagnie.
D’ambo le parti è lo stesso odore di paura,
è puzzo di sudore e di escrementi,
è lacrime versate su lettere mai spedite
serrate tra le mani irrigidite.
È desiderio ardente di tornare.
Trincee.
Umide arterie in cui scorrono soldati
come globuli di sangue malato
versato nelle vene della Storia.
©
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L'autore
Anna Piccirillo ov
"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei
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