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Amore 22 giugno 2014 · lettura 2 min · 4252 letture

Fuoco e assenzio

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Giulio F Gabbiano Mancuso 8 poesie pubblicate
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Tutto era buio in quella casa d’inverno, soltanto il fuoco sibilava nel silenzio; e dal camino s’espandeva un calore eterno, mentre immobile affogavo nel verde mare dell’assenzio. Rossa fiamma, come rossi capelli, nell’aria saliva, divampava verso l’alto tremando di passione, gemeva nel godimento d’esser fiamma viva bruciando per istinto e non per ragione. Ballerina danzante ai miei occhi appariva, vestita del rosso color dell’amore ed uno sguardo ardente dal suo velo traspariva perfetto, come fosse l’opera d’un pittore. Rosee pesche più che guance sul viso aveva, e labbra colorate di rosso velluto; verso il mio viso i suoi occhi rivolgeva, i più dolci che in vita mia avessi mai veduto. Fu in quell’istante che chiesi a me stesso come a tanta bellezza si potesse arrivare, mentre tra le ombre il suo luminoso riflesso tremava come una barca tra le onde del mare. Barcollante mi chinai verso il suo viso, come chi spirito e non carne brama, e subito alle sue labbra nacque un sorriso come quello di chi per prima volta Ama. Rimasi in silenzio ancor d’assenzio inebriato, mentre l’ardente Dea sol per me danzava e dolcemente dai suoi sguardi venni cullato, mentre fuori la luna lentamente calava. Fu la luce dell’alba del primo mattino che illuminò il mio volto ormai vinto dal sonno; ed i raggi giunsero fin dentro il camino, mostrando le ceneri di quel legno d’autunno. I miei occhi si aprirono tra i canti degli uccelli e subito il suo pensiero travolse la mia mente; rividi le sue labbra, i suoi occhi, i suoi capelli... mentre osservavo quelle ceneri grigie e ormai spente. Confusa la mente e confuso il cuore ricordai soltanto quel dolce amore condiviso, e con la consapevolezza di chi dentro muore, seppi che mai più avrei visto il suo viso.
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Giulio F Gabbiano Mancuso
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