Ir motore
Luciano Tarabella
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Vedèlla ar mare colle puppe in fòri
c'è da fàssi venì diciotto infarti:
te mèttila chinata o di tre quarti
pò dimmi s'un ti pigliano i bollori.
Se 'r còre resta preda dall'assàrti,
ir fiato viene meno e son dolori,
s'arrizzano l'uccelli migratori
ar punto che un si sa resti o parti.
Si pòle ragionà di scenza e d'arte,
di leggi elettorali e religione
o se c'è vita o no su Giove o Marte
ma la topa stravince, un c'è questione
ché come disse ir vecchio Bonaparte:
"sè trè giolì la fàmme " a bùo punzone!
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
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