Bella e impossibile
Giorgio Lavino
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Conati di fiati deboli
Con la carne che comincia
a lacrimare
Bella e impossibile
S’avvicina la stagione
che tormenta le membra
ma che rallegra l’anima
La luce stenta ancora
Fino a quando
non farà festa tutti i giorni
Uno alla volta
stanno ritornando
tutti i piedi nudi delle donne
e i cortili fanno a gara
a riempirsi di cuccioli
che sognano il mare
che vedranno a singhiozzo
Ritornano anche i rumori
nei condomini
E le urla che lamentano
il sacrosanto riposo
Avanza quest’altra estate
Coi soliti passi
Sotto il suo sole
le cose rimarranno intatte
Sarà l’azzurro del cielo
a calare un po’ di sereno
sui giorni uggiosi
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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