Il futuro sbircia

Sempre allerta sarà il cammino
teso allo spasimo il passo
come per corde di violino...
timido volgerà lo sguardo
all'orizzonte
con il balenar di un ponte
all'improvviso...
ed esorta un pallido sorriso
"mira innanzi
donde schiude quella porta
e il futuro sbircia"
solido come radice di quercia
senza rimuginar gli avanzi
di memoria
perché fiume di parole
sono di te in attesa,
pronte per essere assemblate,
lette, gradite o ripudiate
non ha importanza
se come veli d'organza
aleggiano dal cuore...
così assesteranno chete tutte l'ore
e non più vacuo apparirà
l'avvento della malinconica sera...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
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