L'ABC, tra corteggiamenti e storpiature del tempo
Porgono penne dove nascono le pietre
tra gola e respiro quando non prendono fiato
sono spose lasciate all'altare di rovi
come carte mischiate di una mano sbagliata.
Le chiamavi ancelle, ninfe artiste del buio
ti mostravi padrona dei loro molteplici umori
tu, divenivi parola
e io con il senso del silenzio giravo le lancette del tempo.
Le chiamano tenebre, le lettere
imperfezioni da vasetto d'unguenti
o nei casi peggiori spade sospese
e mi tocca risalirti, affezionato a quei tagli.
Sono una Patria, ogni istante prego convinto
nel labirinto la rivolta, disperse:
"lasciami addormentare su quel sogno".
Le guardo nello spazio, afferrarle
è succoso (forse) sulla bocca e nei pugni
quello che non so dire, intero.
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L'autore
negliocchiDesiderio
Perché limitarsi ad un'unica entità? Maschio e Femmina che si fondono sul filo delle parole, a volte diventano Magia altre volte Peccato. I colori si materializzano sempre dagli occhi, crocifissi a fuoco sul mio Desiderio.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti! (poeta per te zaza)
complimenti! (poeta per te zaza)
Commenti (2)
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radicedi6430 giugno 2014
colpita. prima strofa e chiusa da saldarsi dentro a palpebre serrate ma la 3 strofa, su tutte, è quella che mi aggancia dentro, senza scampo.
poeta per te zaza2 maggio 2018
Nella nota, l’Autore dice: “Nello strazio viviamo scrivendo…” che vuol dire sopravvivere, quando la poesia sublima in Patria le memorie che sgorgano da rovi, macerie, spade sospese e tenebre …

