Villa Contessa Pericle Degli Azzardi
-Carapace vuoto rovesciato, il tetto
-scaglie arpionate le tegole
-trespolo di corvi il camino
-ombelico tra pieghe di grasso
il campanello morsicò l'ultimo dito
-geografia d'altri mondi l'intonaco
-scorpacciate di ruggine il cancello
-orbite senz'occhi le finestre
-ali monche implume i balconi
-Il secolare cedro, un vecchio triste
inciampato all'addio sull'orizzonte
-erba e fiori addormentati nell'orgia
tra vasi a calici rovesciati
-due statue muschiate con l'indice all'infinito
a voler indicare colpevoli al degrado
il tutto musicato da fruscii, sbatter d'ali
e schiaffi del vento, fischiante
come pastore dopo razzie di lupi
disperato raduna pecore atterrite
-Nel salone sul dipinto rosicchiato
e ovattato da muffa, sorride al vuoto
coi pensieri al circo delle stelle
e i desideri sulla giostra dei capricci
la contessa sotto un parasole dorato
mentre il vestito bianco ricamato
azzannato dai rifiuti di ammiratori
in mille inchini furono ridicoli
-Ai piani di sopra raggiungibili
con scale di solo andata
invisibile passeggia la morte
ansimante con alito puzzolente
-L'ultima voce fu un addio
l'ultimo saluto a una croce
-Unici eredi da cercare
in innumerevoli promesse
in vanità mai mantenute
-compito del notaio che dal cielo
li sta cercando
-
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