Caffè "Il legionario"
Caffè del "legionario", vecchio sogno
di spemi andate, che però non scordi,
io spesso ancora di sedermi agogno
ai tuoi tavoli in legno dei ricordi.
Ogni cosa è cambiata, pure il nome,
tutto ha preso eleganza e nuovo stile,
ed io m'accorgo veramente come
tu sembri adesso un falso, ahimè, monile.
Un cameriere con la giacca bianca
ossequioso saluta l'avventore,
quanto davvero adesso qui mi manca
la cameriera con il suo candore,
in abiti normali, amico il viso,
che con gran confidenza e simpatia
ogni volta mi dava il suo sorriso,
mi portava il caffè e... andava via.
Vecchio mio bar, rifugio di avventori
tutti italiani, d'un non lunge ieri,
ora siedono ai tavoli signori
che parlano altra lingua, son stranieri.
Ed un caffè io mi sorbisco solo
e guardo le colline a me d'intorno,
con la memoria ogni volta volo
al mio perduto bar... di un altro giorno!
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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alias Marina Pacifici5 luglio 2014
Sembra di vedere il vecchio locale d' altri tempi immortalato in una foto color seppia. Tutto è cambiato nel tempo, il nome, l'arredamento e lo stile, ma il Poeta osservando mentre beve il suo caffè le colline, rivede l'immagine cara al cuore di un luogo vivido nella memoria. Bella poesia venata di malinconia e di ricordi.
