E il treno va

Ferma immobile nel tempo,
i piedi fusi sopra una banchina
tinta di un carbone scuro
guardo in coda
il treno farsi piccolo e lontano.
Solo un punto smunto di colore,
ti racchiude dentro un ventre
che ti porta via.
La mia mano sopra
un finestrino impolverato
l'ho lavata con lacrime
di vetro frantumato,
lucidi binari nelle vene
che non posso più fermare.
Fotogrammi spezzettati
di quel bacio in bianco e nero,
al sapore di un amore
già scaduto e consumato.
Ritaglio uno scampolo di sole
un frammento d'amaranto
dal vagone di quel treno,
metto insieme un collage
d'amarezza che entra in galleria
per sparire in un baleno
nello sbuffo di un vapore.
©
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