Paladino celeste

Tu navigator del celeste impero
cavalchi con gran piglio
il rombante destriero
spaziando tra le nuvole
le confondi
e senza timor tu fori
i cumuliformi...
Addestrator di rombi,
cirri e nembi
fiero ti destreggi
nel cabrare
e lotti coi venti contrari
e correnti ascensionali...
ma sbaragliate l'ombre
irrompi con fragor
nel quieto cielo
eppur gentil disponi
le argentee ali...
cali, come angelo conciliatore
e tutore di quel cuore
ti proclami...
greve sarà l'impegno
sotto quel cielo,
ma tu moderno paladino
dell'immenso regno
farai librar della tua dama i sogni...
cavaliere dello spazio- tempo
donde il tempo non ha più senso
e lo spazio limpido dilata,
cogli quel languido fiore
e teco recalo nel volo
e sotto l'auspicio
di rosee lune
e astri d'incanto
d'integerrimo lindor
sarà quel nuovo avvento...
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
Commenti (1)
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Francesco Rossi7 luglio 2014
Ricca di immagini la poesia in quell'universo di fantasia che colma ampiamente la visuale o meglio dire l'osservare per poi poetare.

