La tempesta

Vento mi parea
esser diventata
dal mio corpo uscita,
fragile nuvola nell’oscurità,
nel suo verde cupo
mi versava il mare.
Acuto un sibilo
quella notte la casa
dalla bufera percossa,
urla impazzite di rabbia
vento bastardo!
Rami piegava giunchi vessava
fiumi sboccavano,
lotta estenuante ingaggiava.
A un albero appesa,
inerme straccio tra fronde
sbattuta
terribilmente sola
testimone d’odio
come un solitario gabbiano ero
aiuto alla notte
senza stelle chiedevo
il Dio degli dei supplicavo:
"Nel mio corpo stanco.
fammi tornare!"
©
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L'autore
Agnese Giallongo
Giallongo Francesca Agnese è nata a Milano, è vissuta in collegio frequentando fino alla 5 elementare. All'età di 16 anni si trasferisce in Germania dove lavora si sposa, ha 3 figli ed è nonna di 5 nipotini. Da 12 anni si è trasferita in Sicilia in una località sul mare e lì è nato il suo amore per la natura .
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