Prison
Federica Di Fiore
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Voglio evadere da questa
agonizzante prigione in cui
vi sono solamente
due piccoli specchi chiamati
occhi e una finestrella
con sottili sbarre
qui chiamate: labbra.
Vi è un letto scomodo
che chiamano corpo,
le cui basi stanno
per infrangersi: ossa.
Fragilissime ossa.
Voglio indossare
delle scarpe nuove e blu
per tutta la notte.
Pur non dovendo
andare
in nessun luogo,
mi porteranno
[lontano.
Via
da questa terribile
prigione: anima,
vita ed eterne,
inesorabili,
[sconfinate,
rimembranze.
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Federica Di Fiore
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