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Famiglia 4 giugno 2007 · lettura 2 min · 4181 letture

Padre-padrone

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Michele Serri 398 poesie pubblicate
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Mi spaventano i tuoi occhi piccoli e cattivi infidi e falsi il tuo naso adunco come un becco rapace mi ghermisce l'anima il tuo ghigno spietato volgare e irridente mi diffonde un brivido di raccapriccio la tua voce dura prepotente e offensiva mi schiaccia in quanti sogni mi sei apparso con le sembianze di un crudele demonio mi svegliavo di soprassalto in balia del terrore in tutto il tuo essere rivivo il passato e nulla è cambiato poco conta la mia evoluzione il cercare un distacco nulla è cambiato la tua sola vista mi invade di antiche ossessioni basta la tua voce violenta e mi sento fremere dentro una brutalità senza limiti che non capisce ragioni eppure sei solo un povero vecchio un idiota che cammina un'anima in pena che vaga senza meta quasi un disperato mi appari nella tua solitudine inquieta non stai fermo un attimo come se un fuoco ti divorasse sei malato la tua testa è scoppiata ma eri malato ancor prima di esserlo e per questo non sei molto diverso da quello che eri quanta superbia si annida nel tuo animo e da quanta ne hai sembra quasi che esploda mi assale un conato di vomito al solo pensarla quasi essa trasuda dal tuo ghigno e dalla tua violenza oltre a te stesso non esiste nulla e nessuno e pensare a quanto miserabile è quel te stesso hai la sensibilità di un bisonte e godi nel calpestare ti piace colpire nel vivo ti piace far male ti senti un gigante quando riesci a far male non posso negare che sei coraggioso seppure è un coraggio rozzo e incosciente e sembri non aver paura di niente il mio opposto che ho paura di tutto per una tua fissa ti getti nel fosso ti laceri ed il tuo sangue zampilla ed è come se nulla fosse successo davanti a te mi sento senza difese non possiedo alcuna difesa che tu non varchi con la tua ottusa violenza e non posso fuggire per molte ragioni non posso fuggire eppure sei solo un povero vecchio e dovrei vederti per quello che sei e non continuare a sentirti come una spina nel cuore.
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Commenti (4)

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Triste4 giugno 2007

”e dovrei vederti per quello che sei e non continuare a sentirti come una spina nel cuore.” Come può non sanguinare un cuore ferito? Come si può scordare il male subito? Questi versi toccano nel profondo...

Giomiri4 giugno 2007

Il dolore è ovunque, in ogni parola, in ogni verso. Non si dimentica, non si può dimenticare nonostante lo scorrere del tempo. Testo dignitoso.

Nellabernardi4 giugno 2007

scritta molta bene, con rabbia, con precisione assoluta

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Manuela Magi4 giugno 2007

Sono parole intrise di dolore e descrivono la violenza quasi tangibile di un uomo.Accorata pioggia di accuse.Toccante.