Padre-padrone
Mi spaventano
i tuoi occhi
piccoli e cattivi
infidi e falsi
il tuo naso adunco
come un becco rapace
mi ghermisce l'anima
il tuo ghigno spietato
volgare e irridente
mi diffonde un brivido
di raccapriccio
la tua voce dura
prepotente e offensiva
mi schiaccia
in quanti sogni
mi sei apparso
con le sembianze
di un crudele demonio
mi svegliavo di soprassalto
in balia del terrore
in tutto il tuo essere
rivivo il passato
e nulla è cambiato
poco conta la mia evoluzione
il cercare un distacco
nulla è cambiato
la tua sola vista
mi invade di antiche ossessioni
basta la tua voce violenta
e mi sento fremere dentro
una brutalità senza limiti
che non capisce ragioni
eppure sei solo un povero vecchio
un idiota che cammina
un'anima in pena
che vaga senza meta
quasi un disperato mi appari
nella tua solitudine inquieta
non stai fermo un attimo
come se un fuoco ti divorasse
sei malato
la tua testa è scoppiata
ma eri malato
ancor prima di esserlo
e per questo
non sei molto diverso
da quello che eri
quanta superbia
si annida nel tuo animo
e da quanta ne hai
sembra quasi che esploda
mi assale un conato di vomito
al solo pensarla
quasi essa trasuda
dal tuo ghigno
e dalla tua violenza
oltre a te stesso
non esiste nulla e nessuno
e pensare a quanto miserabile
è quel te stesso
hai la sensibilità di un bisonte
e godi nel calpestare
ti piace colpire nel vivo
ti piace far male
ti senti un gigante
quando riesci a far male
non posso negare
che sei coraggioso
seppure è un coraggio
rozzo e incosciente
e sembri non aver paura di niente
il mio opposto
che ho paura di tutto
per una tua fissa
ti getti nel fosso
ti laceri ed il tuo sangue zampilla
ed è come se nulla fosse successo
davanti a te
mi sento senza difese
non possiedo alcuna difesa
che tu non varchi
con la tua ottusa violenza
e non posso fuggire
per molte ragioni
non posso fuggire
eppure sei solo un povero vecchio
e dovrei vederti per quello che sei
e non continuare a sentirti
come una spina nel cuore.
©
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Commenti (4)
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Triste4 giugno 2007
”e dovrei vederti per quello che sei e non continuare a sentirti come una spina nel cuore.” Come può non sanguinare un cuore ferito? Come si può scordare il male subito? Questi versi toccano nel profondo...
Giomiri4 giugno 2007
Il dolore è ovunque, in ogni parola, in ogni verso. Non si dimentica, non si può dimenticare nonostante lo scorrere del tempo. Testo dignitoso.
Nellabernardi4 giugno 2007
scritta molta bene, con rabbia, con precisione assoluta
M
Manuela Magi4 giugno 2007
Sono parole intrise di dolore e descrivono la violenza quasi tangibile di un uomo.Accorata pioggia di accuse.Toccante.


