Le montagne
È guardandovi
che immagino
la spaventosa forza
che vi ha sollevate.
La rabbia di un dio
crea monti e valli.
La collera il dio
trasforma
in mondi nuovi.
Erge Alpi ai tuoi occhi.
Fosse e abissi come niente.
Così sfoga il non sapersi
possedere interamente.
Oh montagne inespugnabili pugni!
Sposate alle mutazioni geologiche.
Opere corsare di ere millenarie.
Non cede alle carezze la vostra durezza.
L’onda non scioglie lo scoglio.
Dicono da queste parti che siete
mammut mummificati a cui è negato
il risveglio (per nostra fortuna)
molto vicini al respiro zenit delle stelle,
Oh montagne quale dio maligno
vi ha pietrificate? Per quale pena?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!