Brezza mattutina
La luna ancora illumina un tenue chiarore
e, sbiadendo, annuncia la morte della notte.
I rumori del mattino, metallici "motorosi"
si mescolano al canto imperioso
degli uccelli che resistono, protestano
allo scuotersi dell'asfalto della città che si risveglia.
Il giorno uccide un silenzio armonioso.
In fondo quelle creature chiedono in un nuovo giorno
tutto loro. E un giorno, finalmente le macchine si fermeranno.
Un attimo, tutto si ferma, lasciando immobile
il tempo che passa.
Anche il mio cuore non batte, il respiro è silenzioso.
Un dolce attimo che passa, solitario, irripetibile
in fondo auspicio inascoltato.
La brezza del mattino sembra consolarmi
e accarezza il mio corpo seminudo
ricordandomi che sono vivo.
La mente malata di malinconia cerca lidi di serenità
sognando l'abbraccio della mia "amata stella"
che dorme serena nel nostro letto.
Gli uccelli si "chetano" vinti dalle scatole di latta "vocianti"
sconfiggendo il deserto della mia serenità.
E' bella l'alba della città, forse mai vista.
Il Duomo di Firenze lontano e vicino che se ne frega immortale
e la sigaretta si accende illuminando il mio volto.
Fogli sparsi sul tavolo che ricordano il lontano passato.
Lettere che non dicono più nulla, carta ingiallita dal tempo.
Non invidio ciò, lontano, la mia giovinezza,
compiango chi l'ha accompagnata.
Di loro non vedo il volto né la voce, per me "afona".
Fogli che non stuzzicano che piccoli sorrisi di amarezza
apparsi all'improvviso sul mio volto.
Volto illuminato oramai da un nuovo giorno.
Arrivato distruggendo l'atmosfera del primo mattino
portandosi via con sè le nuove speranze
mescolate all'affanno della gente rumorosa che passa.
Ps poetico: meno male che ancora gli autobus non passano, sono in ritardo.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi17 luglio 2014
Ho letto con attenzione la composizione che è curata nei minimi dettagli, trovo che ci sia un misto di prosa e poetica ma il contenuto della composizione sopperisce a una velata forma prosaica, forse non se ne poteva fare a meno visto il Ps poetico.
