Al porto
Fra sesso, amore e scaldabagni
vita da cesso da fare tele come i ragni
orgoglio misurato a litri d’acqua
come giornate da bere, pensieri generali di sera
e giacca distinta come fossi sotto il cuore
dalla parte dei rimpianti
coronati di stellette mai conquistate
perché battaglie non ne ho vinte
perché tutte le cose intorno sono sempre finte.
E ricomincio un’altra volta ancora
a camminare sopra i sassi dei tempi duri
con lo sguardo triste dei miei occhi scuri
volando come un nano, sognando di essere un gigante
nel bene di ogni male, cambiando l’orizzonte
al di là di ogni monte che sovrasta questo mondo
di odi molto intensi e sbronze di vino buono
da far perdere i sensi,
a chi non è abituato a bere neanche mezzo bicchiere
ma per me anche più di quattro sono rilassanti
dopo aver letto, visto, storie così inquietanti
e disoneste da portarmi via i miei vent'anni più belli
i miei gesti calpestanti glorie di sentimenti fasulli
senza rimorsi e malincuori.
Fra sesso, amore e televisori
vita di sogni timorosi da non dormire di notte,
in fondo ai risvegli dei tragici tragitti
di pieghe venose, da dimenticare come son dolci le rose
in una mano stretta ad un amico, a una donna tanto amata
seppur felicità mai non c’è data
a noi uomini di sempre, persi nei secolari dubbi
dei denti stretti per andare dove
molti vorrebbero andare e non vanno
un po’ perché delusi dall’ignoto da scoprire
e tagliano corto all’attacco con il primo porto
come chi si arrende al niente
per paura dell’egoismo strafottente
del popolare accaparrarsi il regno più in alto
ad una nuvola da DIO.
Oh solo tu sei grande amore mio
e non ti perdere e non cadere dal cielo
come un uccello morto
al primo colpo di nostalgia totale,
lo sai che il vivere
è un’esperienza tutt’altro che banale
e al porto io ci vado
per sedermi sul ciglio più vicino al mare
per guardare lontano e per vedere
quello che non si vede
e pur vorrei vedere.
©
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